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Affidamento familiare

Accoglienza temporanea di minori presso famiglie affidatarie.

Ultimo aggiornamento: 2 novembre 2026, 16:55

Argomenti :
Assistenza sociale

L’Affidamento familiare è una misura temporanea si sostegno, protezione e cura, attuata quando la famiglia d’origine non è in grado, anche in via transitoria, di garantire al minore condizioni adeguate di crescita, educazione, serenità affettiva e sicurezza. Tale istituto si fonda sul principio della centralità del minore e sul diritto di ogni bambino a vivere in un ambiente familiare idoneo. cure fisiche, educative ed affettive.

Il servizio sociale del Comune di Taranto è responsabile del progetto quadro sui minori e sulle famiglie in difficoltà nel cui ambito rientra, in quanto azione di tutela, l’affidamento familiare.

Legislazione

L’istituto dell’affidamento è regolamentato dalla Legge n. 184/83 “Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori”, novellata dalla Legge n. 149/01 “Diritto del minore a una famiglia” e dalla Legge n. 173/2015 che tutela il diritto alla continuità affettiva dei bambini e delle bambine in affidamento familiare. All’art.7 della Legge n. 47/2017 “Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati” viene sancito il dovere degli Enti Locali di favorire l’affidamento dei MSNA (Minori Stranieri Non Accompagnati) ad una famiglia, in via prioritaria rispetto all’accoglienza in strutture SAI (Sistema Accoglienza ed Integrazione). La Legge n. 4/2018 interviene per l’affidamento di minori vittime di crimini domestici. Con la recente emanazione della Legge n. 37/2026 “Disposizioni in materia di tutela dei minori in affidamento” il legislatore interviene sulla disciplina dell’affidamento familiare mediante modifiche mirate che introducono strumenti di rilevazione, monitoraggio e controllo dei collocamenti dei minori.

Il Regolamento per l’Affidamento familiare del Comune di Taranto, emanato il 7 luglio 2026, recepisce i riferimenti normativi e programmatori vigenti adeguando le proprie procedure.

Proposta di affidamento

La proposta di affidamento familiare è sempre conseguente alla valutazione professionale sociale e ad un progetto di Servizio Sociale definito con il consenso della famiglia di origine oppure su specifico provvedimento dell’Autorità Giudiziaria. Ogni affidamento prevede un progetto educativo individualizzato definito in base ai bisogni del minore, alle problematiche della famiglia d’origine e alle caratteristiche della famiglia affidataria.

Si definisce consensuale se disposto dai Servizi Sociali con il consenso della famiglia d’origine e di quella affidataria, con esecutività del Giudice Tutelare per la durata di 24 mesi.

Viene denominato giudiziale se disposto dal Tribunale per i Minorenni anche senza il consenso della famiglia d’origine di minori in situazione di rischio o di pregiudizio.

L’intervento viene disposto:

•      dal Servizio Sociale Professionale del Comune di residenza del minore, in seguito alla predisposizione del Provvedimento di Affido che diventa esecutivo dopo l’intervento del Giudice Tutelare presso il Tribunale Ordinario;

•      dal Tribunale per i Minorenni che emana il decreto di Affidamento.

Tipologie di affidamento

In relazione alle esigenze del minore l’affido può essere:

intra-familiare prevede che il bambino sia affidato a membri della famiglia allargata o etero-familiare, qualora il minore sia privo di un ambiente familiare idoneo, prevede che possa essere affidato a un’altra famiglia, preferibilmente con altri figli minori, o ad una persona singola.

In relazione alle forme sperimentali denominate affido diurno, part-time o educativo gli affidatari si occupano dei bisogni portati dal minore, attinenti alla formazione educativa e relazionale, al fine 

di sostenere e potenziare le funzioni dell’Io del bambino o dell’adolescente, di contenere le manifestazioni di disagio. Affido di emergenza o programmato.

Elementi comuni a tutte le forme di affido

•      Temporaneità

L’affido prevede un periodo massimo di 24 mesi (L. 149/01) salvo proroghe motivate del Tribunale per i Minorenni per la tutela del minore.

•      Rapporti del minore con la famiglia d’origine

La relazione tra minore e famiglia d’origine consente il mantenimento della continuità affettiva e culturale in previsione del suo futuro rientro in famiglia.

•      Rientro del minore nella sua famiglia d’origine

Il minore viene autorizzato dall’Autorità Giudiziaria a rientrare se è stata superata la situazione di temporanea difficoltà.

A chi è rivolto

 L’affido è rivolto a tutte le persone (coppie o singole, con o senza figli, parenti entro il quarto grado), senza vincoli d’età, livello di istruzione o reddito.

La famiglia affidataria deve possedere necessariamente i seguenti requisiti:

•      uno spazio nella propria vita per accogliere una persona diversa da sé;

•      una capacità affettiva e la volontà di accompagnare un bambino o ragazzo per un periodo della sua vita, aiutandolo a sviluppare risorse e potenzialità;

•      la consapevolezza dell’importanza della famiglia d’origine;

•      la disponibilità a collaborare con tutti gli attori e Servizi coinvolti nel progetto di affido.

Fasi del percorso

Gli incontri di conoscenza reciproca tra la famiglia affidataria e gli operatori dell’Equipe Affido sono orientati all’approfondimento degli aspetti personali e delle relazioni familiari, nonché delle aspettative dei potenziali affidatari, aspetti indispensabili per individuare la corrispondenza con i bisogni dei minori.

Nella fase di abbinamento con i potenziali affidatari, l’Equipe Affido espone la storia personale del minore prima di prevedere eventuali momenti di incontro con la sua famiglia d’origine, con modalità e tempi da definire caso per caso.

L’abbinamento tra il minore e la famiglia affidataria è gestito e monitorato dall’Equipe Affido del Centro Affido Familiare dell’ATS di Taranto durante il percorso di conoscenza, al termine del quale l’affido viene formalizzato con il provvedimento ratificato dal Giudice Tutelare o, in caso di affido giudiziale, con il decreto del Tribunale per i Minorenni.

Nel provvedimento di affido vengono riportati:

•      i dati anagrafici del minore e la sua storia personale;

•      la presenza di decreti del Tribunale per i Minorenni;

•      i motivi che hanno condotto all’affido;

•      la previsione della durata dell’affido;

•      il tipo di collaborazione tra famiglia affidataria e famiglia d’origine;

•      l’eventuale necessità disposta dal Giudice di omettere i dati anagrafici degli affidatari;

•      i momenti di verifica del progetto;

•      le condizioni che consentono il rientro del bambino nella famiglia d’origine.

Sostegni agli affidatari

La famiglia affidataria ha facoltà di richiedere un contributo mensile erogato dall’Amministrazione Comunale del luogo di residenza del minore, ha diritto all’assicurazione prevista per la copertura della Responsabilità civile verso terzi per danni fisici subiti dal minore o provocati involontariamente a terzi. Emanato il decreto che autorizza il trasferimento del minore presso la loro abitazione, i genitori affidatari hanno diritto al congedo dal lavoro in base alla Legge 53/2000 per il sostegno della maternità e della paternità. Nel caso di un minore diversamente abile, possono beneficiare dei diritti dell’art. 33 della Legge 104.

Informazioni

Il Centro Affido Familiare dell’ATS di Taranto oltre ad implementare la Rete Territoriale Integrata (Associazioni culturali, religiose, sportive e di volontariato, Istituzioni scolastiche e religiose) si avvale di un’anagrafica di famiglie affidatarie. Le persone che desiderano intraprendere questa esperienza vengono indirizzate al percorso di informazione/formazione a cura del Centro Servizi per le Famiglie “Eirene”.

I cittadini interessati all’esperienza dell’Affidamento familiare hanno facoltà di essere ricevuti dall’equipe multi-professionale costituita da:

Assistenti Sociali: Dr.ssa R. Badaloni - Dr.ssa R. Guanadio - Dr.ssa S. Lenti - Dr.ssa K. Pirulli - Dr.ssa M. Urso

Educatrice: Dr.ssa S. Vaira - Psicologa: Dr.ssa M. Carone

Tutte le attività di servizio sono coordinate dal Responsabile/Coordinatore del Servizio Sociale Professionale, dr.ssa Cristina Pozzessere.

Sede: via Lazio n. 45 - Taranto - Contatti telefonici: 099 4581357 – 844 - 340 - 959 – 581.

Peo: segreteria.servizisociali@comune.taranto.it

Pec: servizisociali.comunetaranto@pec.rupar.puglia.it

Giorni e orario: lunedì e venerdì 9:00 - 12:00


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