Capire bene le leggi per applicarle meglio
Fare impresa: ma come? E soprattutto con quali soldi? I giovani aspiranti imprenditori, i lavoratori dipendenti a rischio che vorrebbero mettersi in proprio, magari in cooperativa, oppure le donne che vorrebbero intraprendere un'attività ma che non sanno da dove cominciare, quasi tutti devono fare i conti con un budget limitato e con grossi rischi. Eppure le imprese italiane sono in netta crescita: una marcia che non conosce crisi o battute d'arresto. Il risultato positivo è reso possibile anche grazie alla normativa italiana, che prevede gli strumenti più efficaci, a livello europeo, per promuovere l'imprenditorialità. In questa parte del sito cercheremo di spiegare come sia possibile approfittare al meglio della normativa, spesso incomprensibile, che regola l'imprenditoria e le agevolazioni.
Impresa: piccola, media o grande?
La distinzione tra le varie tipologie di impresa conta molto, poiché le regole cambiano a seconda che si tratti di piccola, media o grande impresa. La dimensione dell' impresa è classificabile in base al numero dei dipendenti, al fatturato annuo e al cosiddetto criterio d' indipendenza.
Piccola impresa : ha meno di 50 dipendenti, un fatturato annuo non superiore a 7 milioni di euro (oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 5 milioni di euro) ed è in possesso del requisito d' indipendenza.
Media impresa : ha meno di 250 dipendenti, un fatturato annuo non superiore a 40 milioni di euro (oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 27 milioni di euro) ed è in possesso del requisito d' indipendenza.
Grande impresa : è quella che non rientra nelle definizioni precedenti, ovvero supera i 250 dipendenti e fattura più 400 milioni di euro l' anno.
Le piccole e medie imprese (PMI), a loro volta, si suddividono in PMI industriali e PMI di servizi, ciascuna delle quali corrisponde a precise caratteristiche.
PMI industriali : hanno meno di 250 dipendenti (piccole se meno di 50), un fatturato annuo inferiore a 40 milioni di euro (7 milioni per le piccole) o un totale di bilancio non superiore a 27 milioni di euro (5 milioni per le piccole). Sono in possesso dei requisiti d' indipendenza.
PMI di servizi : hanno meno di 95 dipendenti (meno di 20 per le piccole imprese), un fatturato annuo non superiore a 15 milioni di euro (2,7 milioni per le piccole) e sono in possesso dei requisiti d' indipendenza.
Per l'aspirante imprenditore è fondamentale individuare le varie tipologie di spesa per l' avvio del proprio progetto d' impresa. Anche perché i finanziamenti economici e le agevolazioni previste dalle leggi sono spesso mirate verso determinati tipi di investimenti e spese. L'elenco che segue rappresenta una bella casistica dei principali tipi di spese ammissibili negli incentivi e nelle agevolazioni inerenti alla costituzione delle imprese:
- immobilizzazioni materiali (acquisto terreno, affitto, macchinari, eccetera);
- immobilizzazioni immateriali (costituzione società, studio fattibilità, marchi, brevetti);
- attrezzature commerciali e di trasporto;
- acquisto materiali di produzione;
- materiali di consumo;
- consumi a contatore (energia elettrica, gas, acqua, telefono, eccetera).
Le agevolazioni previste
Le agevolazioni che le varie leggi prevedono sono:
bonus fiscale : un contributo che viene utilizzato in forma di detrazione dall' ammontare dell'importo delle varie imposte dovute;
contributo in conto capitale o contributo a fondo perduto : viene calcolato in percentuale sulla base delle spese ammissibili e non è prevista alcuna restituzione di capitale o pagamento d' interessi. Di solito non sono necessarie garanzie. Viene erogato in più quote tramite una banca convenzionata;
contributo in conto esercizio : si differenzia dal precedente solo per il tipo di imposizione fiscale al quale viene assoggettato. In questo caso, il contributo viene identificato in quanto ricavo e deve essere tassato nel periodo di competenza e per l' intero importo. Normalmente questo tipo di contributo viene stanziato per coprire le spese di gestione dell' azienda (personale, pubblicità, viaggi, locazioni immobiliari, eccetera) affrontate in vista di un determinato progetto;
contributo in conto canoni : simile al contributo a conto interessi, si applica ad un contratto di locazione finanziaria. Il suo effetto è quello di abbattere il costo dei canoni a carico del soggetto beneficiario;
credito d' imposta : viene erogato indirettamente mediante l' utilizzo del “credito d' imposta” al momento di effettuare i versamenti ai fini delle imposte. Il finanziamento agevolato segue le stesse modalità previste per il contributo in conto interessi e prevede l' abbattimento del tasso d' interesse passivo per l' azienda beneficiaria;
crediti d'imposta per assunzioni con alloggio : una forma di agevolazione che concede agli imprenditori un credito d' imposta nel caso in cui assumano forza lavoro appartenenti alle categorie sociali svantaggiate, assegnando ai dipendenti un alloggio. L'imprenditore o la società possono fruire di uno sconto pari al 19% del reddito di natura connesso all' abitazione assegnata;
Il regime “de minimis” : è una regola definita dall' Unione Europea. Questa impone che la somma degli aiuti concessi ad un' impresa in regime “de minimis” non ecceda il limite di 100.000 Euro nei tre anni precedenti l'agevolazione richiesta. L' importo deve essere calcolato in termine di “sovvenzione diretta di denaro” al lordo delle imposte dirette e, se concesso, tramite un prestito agevolato o più quote di contributo, lo si dovrà calcolare con il meccanismo dell' ESL (somma delle quote di agevolazione attualizzate rispetto al momento della concessione, al tasso di riferimento fissato periodicamente dall' UE). Il massimale indicato (100.000 Euro) comprende qualsiasi aiuto pubblico accordato, ma non pregiudica la possibilità da parte del beneficiario di ottenere altri importi in base a differenti regimi autorizzati dalla commissione della Comunità Europea. La normativa del “de minimis” non si applica: al settore dei trasporti e delle attività legate alla produzione, alla trasformazione o alla commercializzazione dei prodotti; a favore di attività connesse all'esportazione; agli aiuti condizionati all'impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti importati.
Le leggi per fare impresa
Le leggi che promuovono la creazione d'impresa in Italia sono numerose e tutte differenti. Ciascuna è dedicata ad agevolare una particolare categoria di imprenditori (i giovani, le donne) o un particolare settore (agricoltura, turismo eccetera). Un' altra distinzione importante riguarda lo stato di occupazione precedente la richiesta di agevolazione: ci sono leggi a favore esclusivo dei disoccupati, leggi a favore dei lavoratori dipendenti che vogliono diventare indipendenti,leggi a favore di imprese già esistenti. Le norme più recenti in alcuni casi affiancano, in altri sostituiscono, la normativa precedente. Ecco le sei principali leggi da prendere in esame : |