L'assessore al welfare Simona Scarpati interviene sul tema dell'assistenza domiciliare ai malati di SLA.

“Con il passaggio definitivo delle competenze dal Comune alla asl per i casi di assistenza domiciliare per malati gravi (servizio già denominato ADI di terzo livello), la direzione servizi sociali si è prontamente adoperata per attivare i servizi complementari di sua stretta competenza relativi all'assistenza domiciliare, garantendo la presenza di operatori socio sanitari, data la patologia in oggetto.

La mancata prosecuzione del servizio con i medesimi operatori non dipende in alcun modo dal civico ente ma inserisce ai rapporti di lavoro in essere con la cooperativa che si è resa assolutamente disponibile ad affiancare altri Oss a quelli della asl nel primo periodo, al fine di risolvere i disagi lamentati.

Ne è un esempio il tavolo tecnico, che avrei preferito mantenere riservato, a tutela di una cittadina malata della quale ho letto sui giornali per la quale è emersa da parte della asl la disponibilità ad affiancare anche un fisioterapista. Spiace, pertanto, leggere che non si è raggiunto il risultato sperato, dal momento che non solo è stata valutata ogni soluzione tecnica in pieno contraddittorio ma si è anche raggiunto un risultato assolutamente soddisfacente per i bisogni e le esigenze della cittadina. Al rientro in assessorato mi accetterò che la situazione sia sotto controllo come do per scontato. Come più volte rappresentato agli organi di stampa, l'indirizzo politico della nostra amministrazione in relazione alle fasce fragili ed alla disabilità in particolare, è diretto alla soluzione pratica dei problemi. Ed è quelli che costantemente facciamo nell'esclusivo interesse dei cittadini”.