Intervento dell’assessore alle politiche abitative, Francesca Viggiano in favore di una famiglia che nei giorni scorsi ha occupato una chiesa nel quartiere Paolo VI.

"Una famiglia di giovani concittadini composta da due adulti e dal figlio minore, di 5 anni circa,- spiega l'assessore della giunta Melucci- nei giorni scorsi ha occupato la canonica della chiesa di San Massilmilano Kolbe nel quartiere Paolo VI, non disponendo più di una propria abitazione o di un luogo di accoglienza. Dopo aver perso il lavoro che consentiva loro un reddito minimo per vivere, la famiglia dal mese di febbraio dello scorso anno aveva perso anche la casa dove viveva in affitto. Sfrattata per morosità”.

Dal quel momento era iniziato per questa giovane coppia il pellegrinaggio nella abitazioni di familiari che avevano garantito una momentanea ospitalità e disponibilità. Poi anche le notti trascorse in auto. E infine il gesto di occupare una chiesa motivato dalla disperazione. Il nucleo familiare, già assistito dai nostri Servizi sociali, aveva avuto una misura di sostegno economico e un contributo abitativo. Alla stesso erano state proposte anche delle soluzioni alloggiative che aveva rifiutato. La situazione è precipitata e la famiglia ha deciso di correre ai ripari in una chiesa.

“Avuta conoscenza di fatti dell'occupazione della chiesa - riferisce l’assessore Viggiano - ho incontrato subito la famiglia laddove si trovava. Ho parlato con i giovani coniugi in cerca di alcune soluzioni che sia pure non immediatamente risolutive faranno da tampone della situazione”.

Sono in corso le trattative per l'affitto di un appartamento che il proprietario ha messo a disposizione per questa famiglia. Del costo dell'affitto se ne farà carico la Direzione Servizi Sociali che interverrà  con un contributo alloggiativo. Avviata anche una interlocuzione con il datore di lavoro presso il quale lavorava il nostro concittadino, padre e marito, prima del licenziamento per valutare spazi di disponibilità alla riassunzione.

Nell’immediatezza è stata trovata per la famiglia disponibilità ed accoglienza presso l’alloggio sociale dell’ABFO.

“Abbiamo, dunque, avviato una mediazione a tutto tondo - conclude l’assessore- per salvaguardare soprattutto la salute e il benessere del minore. Le soluzioni che abbiamo trovato sicuramente daranno sollievo a questi nostri giovani concittadini disperati e fiducia nel loro futuro e nelle istituzioni che fanno sempre sentire la vicinanza e la presenza muovendosi  in difesa e a sostegno dei più deboli"