Si è svolto un sopralluogo molto importante al Palazzo degli Uffici al quale hanno partecipato il Sindaco Melucci l’Assessore Di Paola, la Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto Maria Piccareta ed il Presidente di Invimit Massimo Ferrarese.

Invimit, società interamente partecipata dal MEF avente quale obiettivo la valorizzazione delle opportunità di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, ha visionato il Palazzo degli Uffici per una prima verifica di fattibilità di un intervento per la sua riqualificazione e rifunzionalizzazione.

Il Sindaco Melucci ha sottolineato come l’obiettivo dell’amministrazione sia quello di lavorare con tutti i soggetti istituzionali coinvolti, quali Sopraintendenza e Provincia, affinchè si riesca a trovare il mix di funzioni pubbliche e private più iodoneo a consentire al bene di svolgere la duplice funzione di attrattore culturale e turistico e di spazio per l’insediamento di attività economiche.

L’Assessore Di Paola ha infine sottolineato che, così come avvenuto per il Piano interventi per la città vecchia, il lavorare in maniera concertata tra tutti i soggetti istituzionali su un intervento di questa portata assicura che sin dalla sua genesi vengano identificate le soluzioni più idonee a soddisfare tutti gli interessi in campo consentendo di pervenire in tempi rapidi a un progetto di cui è verificata ex ante la fattibilità tecnica, economica, urbanistica ed amministrativa.

Il presidente di Invimit Massimo Ferrarese ha confermato che la rifunzionalizzazione del Palazzo degli Uffici è un progetto che rientra pienamente nella tipologia di interventi realizzati da Invimit che ne ha già eseguiti in diversi altri ambiti urbani del centro nord e, riconoscendo la valenza di assoluto pregio storico nonché il valore strategico urbanistico del bene, ha confermato la volontà di avviare un percorso condiviso con tutti i soggetti istituzionali coinvolti per la realizzazione dell’intervento.

La Sopraintendente Piccareta ha infine sottolineato come l’ampiezza delle volumetrie disponibili fa si che le esigenze di conservazione delle testimonianze storiche presenti nel Palazzo, quale l’aula del vecchio tribunale ed il lebbrosario degli ebrei, non pregiudichi la possibilità dell’insediamento di attività economiche capaci di remunerare il capitale investito per la sua riqualificazione.