Comunicazioni alla cittadinanza

L’obiettivo di questa Amministrazione affinché la città abbia un ritorno importante di crescita culturale è la programmazione a lunga scadenza.

“Stiamo analizzando e ideando – fa sapere l’Assessore alla Cultura Fabiano Marti – in simbiotica collaborazione con l’Assessorato allo sviluppo economico ed al marketing territoriale, progetti che abbiano la caratteristica della continuità e ripetibilità negli anni. Il Medimex sarà a Taranto anche il prossimo anno, così come il Locomotive Festival e l’Isola Festival, eventi sui quali già da settembre si comincerà a lavorare per ampliarne e modellarne i contenuti. Senza dimenticare il festival della Magna Grecia e l’imminente Festival Paisiello.

Su indicazione del sindaco Melucci punteremo a valorizzare eventi ciclici e fortemente identitari e che mai prescindano dalle risorse che ci rendono unici come il nostro meraviglioso mare.

Nel breve termine questa amministrazione intende programmare, tra gli altri, un Festival del Cinema ed un Festival del Libro, per i quali coinvolgeremo la città che voglia dare idee e progetti.

Festival che mettano in stretta relazione la storia e le caratteristiche naturali del territorio con la multimedialità e modernità, elementi imprescindibili per renderli fruibili a tutti, soprattutto ai giovani, risorsa dalla quale, in una programmazione di crescita culturale, non si può e non si deve fare a meno.

E’ superfluo sottolineare che, in un’epoca in cui le nuove tecnologie la fanno da padrona, è arrivato il momento di stare al passo con i tempi, trasformando anacronistici e talvolta poco attrattivi convegni in nuovi e moderni momenti di scambio multimediali che stimolino i giovani e li avvicinino alla storia e alla cultura.”.

“Amministrare una città - conclude Marti - per me è come essere marinai di una nave che attraversa il mare lasciando una indelebile scia che resti come bagaglio e patrimonio per chi arriverà dopo di noi. Ogni marinaio con un ruolo ben preciso che si mette a servizio dell’equipaggio tutto. ‘Fare qualcosa per’ in latino si traduce in adfectus, da adficere, cioè ad e facere, in una sola parola “affetto”; quello che dobbiamo imparare a provare per la città, per chi la amministra con impegno e dedizione, per la nostra comunità che deve comprendere una volta per tutte che divisioni e lacerazioni interne fanno solo il gioco di chi, fateci caso, ha tutto l’interesse di tenerci deboli e divisi”.